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giovedì 29 novembre 2012

FEMMINISMO (di prima maniera)


FEMMINISMO  (prima maniera)

E’ quello urlato, per intenderci. Che  sembra essere il non plus ultra dall’Articolista (de La Stampa del 29/11 us) che pesantemente dissacra (è un eufemismo) Carla Bruni poiché Costei ha, tempo fa, dichiarato che “la sua generazione non ha più bisogno del femminismo”. Evidentemente di quello urlato, scomposto, di prima maniera. Ma, come al solito, è stata fraintesa, come chiunque non vada “più a genio” ai mass media. E per completare il quadro e per suffragare, con qualche parallelismo, il Suo assunto, l’Articolista de La Stampa cita le e mail ricevute, nelle quali la Bruni viene tacciata di dire “scemenze”, di essere una privilegiata, e sul fatto che il femminismo avrebbe “bisogno di lotte” (cioè di continuare ad essere “urlato”. Ma in sostanza non si tratta di femminismo vero. Ma di un maschilismo travestito da femminismo. E cioè, per semplificare, di un femminismo in gonnella). Mentre il femminismo della Bruni è più soft, più evoluto e non meno incisivo di quello urlato. Ma per taluni, per avere credibilità, è giocoforza battere i pugni sul tavolo (è un eufemismo), cioè fare la voce grossa. Anche se si tratta solo di apparenza. Come avvenne per la visita di Hitler a Roma. Allorchè vennero addobbate tutta  Via dei Fori imperiali e Via dei Trionfi (allora si chiamava così) con tripodi su piedistalli e grandi candelabri tutti rigorosamente di compensato dorato. Vennero fatti altresì,orgogliosamente, sfilare i nostri carri armati (che erano poco di più che scatolette metalliche, mentre i gerarchi nazisti, sull’apposito palco, cercavano di frenare il loro sbellicarsi dal ridere). (Infatti, all’epoca, l’esercito tedesco era dotato dei più efficienti carri armati Tigre).

Per le anzidette ragioni Pier Luigi Bersani non appare bene accetto a certa stampa, poiché non batte i pugni sul tavolo. Perché appare troppo tranquillo. Poco mussoliniano. Poco categorico. E a volte, molto elegantemente eufemistico. Nessuno ha compreso la metafora (che  è una metafora di origine germanica),”meglio un passerotto nella mano che un tacchino sul tetto”. A proposito di un grosso problema risolto con una cattiva legge, che andava migliorata (Riguarda Equitalia).( E’ una metafora equivalente al nostro “meglio un uovo oggi che una gallina domani”). Non è stata compresa. Da un pimpante conduttore di Radio 24 ore che si è chiesto cosa significasse. E neanche dagli altri mass media (La Repubblica compresa). Che l’hanno ignorata. E così, con questa incomprensione si è concluso l’atteso confronto televisivo tra Renzi e Pier Luigi Bersani. Elegantemente, ma per esclusivo merito di quest’ultimo.

Bluewind.

lunedì 26 novembre 2012

Questo è il "nostro" Paese


Questo è il “nostro” Paese

L’affermato regista Paolo Sorrentino, designato – per i Suoi indiscussi meriti – a presiedere la giuria del Festival del Cinema di Torino, non evita di spezzare una lancia, non senza un formale Fair play di circostanza,  (su La Stampa del 26/11 us. Nell’intervista  a cura di Fulvia Caprara) contro il Suo collega Ken Loach, reo di non essere intervenuto alla premiazione del Suo Film “E la chiamano estate” nel quale, tra l’altro, la brava Isabella Ferrari (anch’Essa premiata) ha dato – in tutti i sensi – il meglio di sé. Ma l’anzidetto Regista (Paolo Sorrentino) è evidentemente più propenso a solidarizzare, peraltro magistralmente, con le Vittime dell’Olocausto (con il Suo noto film sulla ignobile vicenda) che, peraltro, conosce solo per sentito dire (essendo nato nel 1970) anziché dare, per così dire, una mano (come ha fatto il Regista Ken Loach) in difesa dei lavoratori del TFF (Torino Film Festival) ingiustamente licenziati. Così vanno le cose. (Auspicabilmente solo da noi. In Italia).

Westwind

venerdì 23 novembre 2012

Le comunità dalle belle parole


La comunità delle belle parole

L’articolista di 1° pagina (de “La Stampa” del 23/11 us) è stato risvegliato con una mail alle ore 8,30 da un Suo lettore che si mostrava scandalizzato per aver assistito ad un dialogo tra il cliente di una tabaccheria ed il tabaccaio, il quale, con un frasario piuttosto colorito (è un eufemismo),  comunicava all’anzidetto cliente che, in caso di vincita al gratta e vinci, avrebbe conquistato (è un eufemismo anche questo) una prostituta romena. Chiedendosi  (il mittente della mail): “Ma chi abbiamo allevato ? Ha capito chi siamo ?”.L’articolista, da parte Sua, precisava di ricevere consimili mail praticamente ogni giorno aggiungendo che l’umanità nel suo complesso è egoista e tende quasi esclusivamente  al guadagno ed al godimento senza fatica. Probabilmente tale giudizio è inaccettabilmente tassativo. Ed allora ? In luogo del turpiloquio emergente in ogni dove,cerchiamo di istituire una comunità delle belle parole ( e perché no, anche dei buoni propositi, cioè di quelli mai attuati) che utilizzi, in ogni situazione, la locuzione “pace e bene sian con voi”. Ma forse questa comunità (a parte il turpiloquio) già esiste .

Bluewind

giovedì 22 novembre 2012

UNIFORMI MENTALI (spettacolarità)


UNIFORMI mentali (spettacolarità)

Ironizzando su Ken Loach, il grande regista inglese (definito “regista operaio”) che, per protesta contro il Torino Film Festival (e per esso, contro la cooperativa appaltatrice che ha licenziato alcuni suoi operai) ha deciso di non ritirare il premio assegnatogli e di boicottare il Festival, l’Articolista de “La Stampa”( del 22/11/”us a pag 1) ritiene che meglio sarebbe stato se il Regista avesse ritirato il premio devolvendolo ai lavoratori licenziati, denunciandone, dal palco del Festival, l’illegittimità del loro licenziamento. Sicuramente questa sarebbe stata una reazione apparentemente giudiziosa e concretamente quantificabile in “soldoni” (perché il premio è in danaro) ma poco spettacolare (e quindi di scarso effetto).  C’è anche da notare che la rilevanza della spettacolarità non va trascurata. o sottovalutata. Specie da parte di chi, come il regista Ken  Loach, è uomo di spettacolo. E pertanto la spettacolarità ne costituisce, in un certo senso, la Sua “uniforme mentale” E non c’è di ciò da meravigliarsi. Poiché, d’altra parte, sia pur inconsapevolmente, tutti noi ne abbiamo una, anche se in altri ambiti e con criteri valutativi diversi, (chi più, chi meno, ma nessuno escluso).

Bluewind.

venerdì 9 novembre 2012

ESISTENZE (praticamente) INESISTENTI


ESISTENZE (praticamente) INESISTENTI

Su “La Stampa” del 8/11 us., desumendo ciò dall’episodio di una signora che, all’indomani della vittoria del referendum contro la partitocrazia,entrando in un bar, aveva inneggiato all’auspicato “cambiamento” ma, in precedenza, bloccando il traffico, aveva lasciato l’auto in doppia fila, l’articolista rileva che la “Casta (intesa come mancato rispetto delle regole) è solo uno “stato d’animo” (nostro). E conseguentemente non esiste (come entità materiale). Per altra via, per quanto riguarda la peste, concordava con analogo assunto anche Don Ferrante (personaggio dei promessi sposi, peraltro defunto proprio per la peste) ritenendo che la peste non esiste. E pertanto anche “la casta” non esiste. (E qualora esistesse, saremmo tutti noi, neonati inclusi).

Bluewind

sabato 3 novembre 2012

(Non) a ruota libera


(Non) a ruota libera.

Il “Buon Giorno de “La stampa” si chiede se siano cambiate “le regole del gioco” dello “Stato (Sociale) Europeo”. Tranquillizziamolo. Non sono state modificate. Una di queste è quella di “ non scherzare con i fanti e di lasciare stare i Santi”. E’ una regola che riguarda anche la cosiddetta opposizione. E quando ci si fuoriesce, si fa la fine di Di Pietro. (Utilizzato finchè è servito. Ed attualmente….messo da parte). Del quale, guarda caso, si scoprono e pubblicizzano le abitazioni nelle quali vivono i figli. E sicuramente altre “indiscrezioni” (vere o presunte)  seguiranno. Chissà quale nervo scoperto ha recentemente toccato. “La situazione è tragica ma non è seria” direbbe E.Flaiano. Evidentemente la ruota….è libera. Ma non troppo.

Westwind

sabato 27 ottobre 2012

Cronaca rosa (ma non troppo)


CRONACA ROSA (ma non troppo)
Con nome e cognome vengono sbattuti in prima pagina (su “La Stampa” del 27/10 us.) due sindaci della Val di Susa, la cui consorte, di uno di essi, è assistente/segretaria dell’altro. E risulterebbe rea di essersi fatta rilasciare da quest’ultimo (è questa la terminologia dell’editoriale)  attestati fasulli di presenza  relativamente alle sue assenze. Rea altresì (ad avviso di MB ) di utilizzare scarpe a spillo con tacco 12 anche sulla neve.  E di essere piuttosto bella. Anzi, sempre ad avviso di MB, bellissima. Non sono queste ultime ancora una colpa ma, con il falso moralismo che attualmente imperversa, presto lo diverranno. E, per quanto riguarda la bellezza, potrebbe trattarsi anche di un’arma a doppio taglio. Suscitando simpatie (ovviamente trattasi di un eufemismo) ma anche determinanti invidie.
La morale di questa che non è una fiaba è l'augurio che la bellezza rimanga tale senza farsi in alcun modo influenzare da invidie e da eventuali gossip giornalistici.  Maskenball

domenica 21 ottobre 2012

LIBERI E FELICI



LIBERI E FELICI

 Poiché la vita media della collettività (secondo la scienza ufficiale) si è allungata ad oltre 80 anni, un arguto articolista de “La Stampa” (del 21/10 us) si chiede come faremo a rottamare (id est = liberarci dei) nonni che hanno ancora velleità assistenziali e lavorative (id est = esistenziali). Ma se questo è il reale problema che ci affligge, sono stati evidentemente risolti tutti gli altri problemi, dei quali non mette neanche conto parlarne. Ed allora…siamo un Paese libero e felice. (E’ così ?).

Maskenball

mercoledì 17 ottobre 2012

Per favore, non frustate il mare !


Per favore, non frustiamo il mare !

 Chi getta semi al vento, (rischia) di far fiorire il cielo.E’ una frase questa, scritta con lo spray, sul parapetto di Ponte Vittorio a Roma. Dal significato piuttosto ambiguo. Potrebbe anche significare “non ottenere alcun effetto pratico”. Cioè essere l’equivalente del “frustare il mare”. (il risultato sarebbe ovvio). Ma torniamo alle cose serie. E cioè alla dicotomia rilevata dal quotidiano “La Stampa” – che la narra come fosse una parabola – tra il mite Walter ed il “tipo con i baffi” denominato Massimo. Che ostacola Walter in tutti i modi. Con la conseguenza che il “mite Walter” distaccatosi dalla colonna cui si era appoggiato, fa rovinare tutto il “tempio”, facendolo precipitare, (novello Sansone) sui suoi avversari, calcinacci compresi . Sinceramente è difficile immaginare “Walter il mite” nelle vesti di un novello Sansone. Anche se, come ritiene l’articolista,  non converrebbe provocare troppo i miti poiché “tremenda” sarebbe l’ira di costoro. Effettivamente potrebbero diventare incredibilmente terribili. Specie se decidessero di frustare l’acqua.

Maskenball

 

mercoledì 10 ottobre 2012

ISTRUZIONI CARISMATICHE (per la sopravvivenza)


ISTRUZIONI CARISMATICHE (per la sopravvivenza)

Boom di presenze e di acolti. Per Celentano. Qualcuno ha scoperto che ha carisma. E già la RAI, con ineccepibile spirito emulativo, passa al contrattacco. Prefigurando di mettere in campo…Benigni. (Che sia questa la competività “produttiva”, di cui tanto si discute ?).
In effetti Celentano ha rivelato verità incontestabili. Sul “diritto dei poveri ad avere quello di cui godono i ricchi” (cioè diventare ricchi anch’essi). E sull’esigenza che i maggiori imprenditori italiani, diano anch’essi una mano per “portare l’Italia agli splendori di un tempo in meno di cento anni”. D’accordo. Su tutto. Adesso si attende che qualcuno o qualcun altro ci spieghi come sorseggiare il brodo, quando si deve augurare il buon giorno e la buona notte e se si deve cedere il posto, sui mezzi di trasporto pubblico, alle persone anziane. Ma che sia anch’esso dotato di un’abbondante carisma. Come Celentano.
 BlueWind

lunedì 8 ottobre 2012

INCIDENTI DI PERCORSO ? (L'isola di Pasqua)



INCIDENTI DI PERCORSO ? (L’isola di Pasqua)

Ma se è vero (cfr. “La Stampa” dell8/10 us., pag IV) che le misure legislative adottate (in materia di economia e lavoro) abbiano tradito le finalità a suo tempo prefigurate ed abbiano avuto uno scarso impatto sull’occupazione, sulla competitività e sull’attrazione degli investimenti stranieri, v’è da chiedersi la ragione per la quale tali prevedibilissimi “incidenti di percorso” non siano stati anteriormente preventivati e neanche attualmente si consideri l’opportunità di porvi rimedio.
Controcorrente. Forse la risposta al quesito potrebbero darcela i 1.500 idoli  (di tufo, pesanti quasi 50 tonnellate ciascuno) dell’isola di Pasqua che da tempo osservano pensierosi l’Oceano e che forse stanno maturando una valutazione che, una volta tanto, non celi, all’interno di una enunciazione/motivazione di principio, la propria veritiera e reale motivazione
 BlueWind

sabato 6 ottobre 2012

La vera storia di Lawrence D'Arabia


La vera storia di Lawrence D’Arabia
(La pianista di Copenaghen). Da tempo si era rifugiato in un villaggio della natia Inghilterra. Ove stava trascorrendo una lunga, fastidiosa degenza. La rivide nuovamente. Eseguiva al piano il suo brano preferito. Terminato il quale egli si sentì inaspettatamente meglio. Ed il suo primo pensiero fu quello di riprenderne i contatti. Non fu possibile. Qualche giorno dopo, girovagando su Internet, apprese che non era più tra i viventi. Da qualche anno. Probabilmente aveva voluto inviargli un’ultimo saluto.
Controcorrente. Chissà come avrà gioito Giulio Cesare, nell’al di là, a vedersi in qualche modo associato (Da Gramellini, su La Stampa del 6/10 us.) a Giulio Tremonti per il solo fatto di averne in comune il nome (Giulio) ed aver fondato un nuovo partito in luogo non distante dal Rubicone (cioè Riccione).
BlueWind

venerdì 5 ottobre 2012

DISEPPELLIMENTI (culturali)


DISEPPELLIMENTI (culturali)
Riemerge dal passato (remoto) A.Manzoni  dei Promessi Sposi con le sue divagazioni a proposito di leggi (grida e regolamenti). (cfr. lettere al Direttore su “La Repubblica” del 3/10 us, pag.26) il quale osserva che, all’epoca di cui trattasi, “La forza legale non proteggeva l’uomo tranquillo, inoffensivo e che non avesse altri mezzi di far paura altrui. Non già che mancassero leggi e pene, le leggi anzi diluviavano; i delitti erano numerati e particolareggiati, con minuta prolissità; le pene, pazzamente esorbitanti e, se non basta, aumentabili, quasi per ogni caso;…Con tutto ciò, quelle gride, ripubblicate, rinforzate di governo in governo, non servivano ad altro che ad attestare l’impotenza dei loro autori. L’impunità era organizzata ed aveva radici che le grida non toccavano, o non potevano smuovere. Tali erano i privilegi di alcune classi, in parte riconosciuti dalla forza legale, in parte tollerati con astioso silenzio, o impugnati con vane proteste…
Riemerge altresì dal volontario oblio persino G. D’Annunzio (per merito de “La Stampa” del 5/10 us., pag. 31) con uno dei suoi non teneri enunciati: “ C’è oggi in Italia una giovinezza esplosiva ed una decrepitezza ingombrante. Ci sono istituti politici più morti di una cassapanca fessa e tarlata, ma anche demagoghi che credono di aderire alla realtà e non aderiscono se non alla loro camicia sordida”. Bluewind


 

giovedì 4 ottobre 2012

Dromedari....(di sempre)


DROMEDARI ….. (Di sempre )

E’ paziente. E resistente… a tutto (o quasi a tutto). E’ l’”Italiano” di oggi. Forse anche di sempre. Non c’è da aggiungere alcunché. Le notizie del momento sono idonee ad esemplificare ciò che sarebbe superfluo chiarire ulteriormente.
I festini in costume. Il “Montismo” (così viene giornalisticamente definito) anche nel vestiario. (Speriamo di non venire costretti ad indossare i doppi petti). L’ILVA di Taranto, fatta sorgere nel bel mezzo di una città, appartenente ad un Paese che si autodefinisce, giornalisticamente, campione dell’ecologismo.  Il Presidente di una regione che, nella vita di tutti i giorni, avrebbe costantemente occupato un posto auto spettante ad un disabile….e chi più ne ha…più ne metta. Cfr. La Stampa e La Repubblica del 3/10 us.
E l’”Italiano” resiste. E sopravvive (o almeno così sembra). Apparentemente tranquillo. Con una sopportazione che sembra inesauribile. Così sono anche i dromedari. Solo che essi hanno il deserto. Cioè uno spazio senza confini. Con i suoi colori sempre cangianti. E BW  ha il sospetto che il deserto, visivamente, li aiuti.

Bluewind

 

 

mercoledì 3 ottobre 2012

PACE E GIOIA SIAN CON VOI


PACE E GIOIA SIAN CON VOI…

Su “LA STAMPA” del 3/10 us. si narra di un furgoncino “che batte le strade di Alessandria” per ritirare dai negozi, a fine giornata, le derrate invendute, per farne dono alle mense dei poveri. Che bella iniziativa!  Ben venga allora la crisi, che ha in breve tempo esaurito l’era dell’accumulazione “nevrotica e compulsiva”, sostituendola con uno spirito francescano alla “pace e gioia”.
Questa notizia, unita all’altra di incredibile boom di vendite delle bici, ci riporta, per così dire, eticamente al mondo. Un lettore del quotidiano “La Repubblica”, compiacendosi per tale evento e recriminando per il gran numero delle bici che vengono rubate, ne propone la “targatura”. E perché no ? Magari anche l’assicurazione obbligatoria. Evviva ! Quando occorre, la pubblica opinione dà sempre una mano !
Bluewind

mercoledì 26 settembre 2012

RISO, SORRISO e..qualcos'altro (La Gioconda)



Riso, sorriso e qualcos’altro (La Gioconda)

La Gioconda.  Tutti la ritengono, indiscutibilmente, un’opera d’arte. Destinata a sfidare l’eternità. Ma nessuno dice il perché. Affascina l’enigma del suo “sorriso”. A chi sorride ? E perché ?. Secondo l’articolista de “La Stampa” del 26 u.s. quello de “La Gioconda” è un sorriso. Da non confondere con il “riso”. Quest’ultimo potrebbe essere anche la classica “risata” conseguente ad una barzelletta sboccata o ad una situazione troppo comica con conseguenze anacronistiche che irresistibilmente la provoca (la risata). Il sorriso è qualcosa di più tranquillo, riservato, quasi sempre indirizzato a qualcuno o qualcuna cui manifestare la propria affettuosa benevolenza. Ma c’è anche dell’altro, oltre al riso ed al sorriso. Che è l’atteggiamento generico di apertura verso il prossimo, di umana e civile disponibilità, di cui dovrebbe essere partecipe chiunque viva in una collettività civilizzata. E’ un’atteggiamento che si esprime mediante una, a volte inconsapevole, serena ed amichevole espressione del volto che, empaticamente, dovrebbe suscitare un’analogo atteggiamento di umana simpatia e disponibilità da parte di altri. E’ solo una sfumatura, diversa dal sorriso, ma fa la differenza. Poiché, quando tale dimensione risulta diffusa tra la collettività, può caratterizzare la effettiva civiltà di un’epoca. Ed è questo il caso de “la Gioconda”, eseguita in un’epoca nella quale tale dimensione non era tenuta in gran conto. Poiché, in tale periodo (come altri dipinti ce lo mostrano) risultava prevalente la fisicità arrogante dei privilegiati e la degradata materialità degli oppressi. Con “La Gioconda” Leonardo invia un messaggio nel quale suggerisce un comportamento di disponibilità e di apertura verso gli altri componenti la collettività, messaggio che ha consentito, anch’esso, all’opera di Leonardo di sfidare i secoli (indipendentemente da ogni considerazione sulla sua effettiva valenza artistica) e di essere immortale. Cioè valido in ogni luogo ed in ogni tempo. Ed anche nel nostro.

Maskenball

martedì 25 settembre 2012

PERPLESSITA' ESTEMPORANEE

PERPLESSITA’  (estemporanee)  
Dalle pagine de “La Stampa” ci si scandalizza per l’esibizione in bikini della Minetti. L’Articolista, che  sostiene di parlare a nome “delle migliaia di cittadini che hanno espresso pubblicamente il loro sdegno” e che, sembra, abbiano intasato, per pura curiosità, i siti che riproducono tale performance, propone che venga arginata tale “pericolosa deriva” per evitare che venga gettato “ fango" sull’istituzione prestigiosa di cui fa parte (la Minetti) costituente (l’istituzione) uno dei “capisaldi democratici di questo paese” di cui, lo stesso Articolista segnala “la sobrietà delle amicizie e delle camicie” della Suprema Carica  (ma che c’entra ?).
Poiché la Minetti è indiscutibilmente una bella donna (a parte le preferenze politiche di ciascuno che, ovviamente, non potrebbero inficiare in alcun modo tale valutazione) non si scorgono in alcun modo le ragioni di un tale scandalizzarsi, allorchè l’immediata attualità ne offrirebbe ben altre, assai più valide, per farlo.
Comunque dato che l’avvenenza è un attributo positivo che può senz’altro facilitare la vita e generare anche agevolazioni di carattere economico ed altresì quale mezzo per far cessare od almeno attenuare la scandalosità di tali performances si potrebbe disporre l’adozione di un ticket regionale (da non utilizzare per finanziare i festini di qualsivoglia specie)  da far pagare a chi (donna o uomo) abbia tale attributo (l’avvenenza) facente parte, anch’esso del patrimonio personale, alla pari o quasi, dei beni gravati dall’Imu. Si tratterebbe, nell’ipotesi del ticket, di una tassazione non aliena da un contenuto di (equità) fiscale.
Maskenball

sabato 22 settembre 2012

GIRAFFE D'ALTRA SPECIE (in libertà ?)

 
 
 
 GIRAFFE D’ALTRA SPECIE (in libertà ?)

E’ un’articolista (della Stampa del 22/9/12) che ne dà la notizia. Una giraffa, fuggita dal circo Orfei, dopo aver girovagato, impaurita, per le strade di Imola, è stata catturata ancora viva, dopo essere stata abbattuta da una fucilata di narcotico. Ma, subito dopo (così si dice) il suo cuore ha cessato di battere. Per lo stress della fuga. Non per le dosi del sonnifero. (Così si dice, ufficialmente). Ma l’articolista, sulla vicenda, ci fa un apologo. Commuovendosi “ non solo per lei  ma anche “per tutti noi”. Che “pascolavamo sereni –così dice – nella savana dello Stato Sociale “. E siamo riusciti a scappare fino a quando qualcuno, definito tecnico, ci ha sparato un narcotico (ovviamente per il nostro bene). Ed adesso siamo “liberi ma depressi”. Fin qui l’apologo giornalistico. Che trascura di considerare che la giraffa ha cessato di vivere perché la cura del sonnifero avrebbe potuto essere eccessiva. E’ un’ipotesi ufficialmente smentita. Ma non è detto e non è un’ipotesi razionalmente escludibile a priori  che la cura del sonnifero sia stata troppo forte. Come quella che è stata imposta, tecnicamente, a noi tutti. Giraffe d’altra specie.

Maskenball


mercoledì 15 agosto 2012

Alles schwindel (Tutti imbrogliano)


ALLES SCHWINDEL  (Tutti imbrogliano)

 La caccia ai possidenti di megayacht continua. Nelle „calette proibite“ della Maddalena. Se ne vadano, Se ne vadano (come già fanno) ad inquinare le coste croate, francesi (e quant’altre) questi oligarchi russi (a noi bastano i nostri), tedeschi…ecc. E’ questa l’invocazione giornalistica di un articolista sulla prima pagina di un quotidiano nazionale.
Nel contempo si scopre (è lo stesso quotidiano che ne parla) che anche fare il pieno di benzina o di diesel non è scevro di rischi. Poiché il misuratore potrebbe essere stato taroccato e cioè eroghi una minor quantità di benzina di quella, ufficialmente, segnalata dal display. O che al diesel sia stato aggiunto dell’olio sintetico . Provocando irreparabili danni al motore. (Sulla base dei controlli si è accertato che 356 colonnine erogatrici su 2.400 sono fuori legge).
Ricordo che qualche anno fa, in una zona d’Italia che non desidero indicare, si erogava la finta  benzina super. Realizzata con l’aggiunta di una polverina rossa (allora la super era rossa) alla benzina per usi agricoli (che era verde ) in qualche modo procurata o trafugata. Ciò costringeva i malcapitati fruitori dell’erogazione predetta a subire il disagio,subito dopo il rifornimento, di un motore che procedeva a strattoni e di far pulire il carburatore, con aggravio di spesa. Come si vede, nulla o quasi nulla è cambiato (tranne lo strumento “tecnico” della locupletazione). Il post viene accompagnato dal brano video musicale “Alles  schwilndel” (tutti imbrogliano) eseguito con il consueto impegno dalla bravissima Ute Lemper. Non v’è testo nè traduzione del brano, poiché è storia di tutti i giorni. Che tutti noi conosciamo



Bluewind





giovedì 2 agosto 2012

TRAGICOMMEDIA DELLE INTENZIONI


TRAGICOMMEDIA  DELLE  INTENZIONI

Raffinatissima la storia narrata da Gramellini (su “La Stampa” del 2/8 us.) anche se inventata. In un paese del Nord Italia l’amante abbandonata (di anni 52, studentessa di medicina), con il volto coperto da un passamontagna, penetra nell’appartamento dell’uomo che l’ha piantata e tenta di ucciderne la moglie (di anni 62) che dorme il sonno dei giusti avanti al televisore (acceso). Costei si sveglia appena in tempo per evitare lo spillone  che stà per penetrarle nel petto. La figlia convivente (di anni 32)   mette in fuga l’intrusa. I sospetti si concentrano, more solito, su una extracomunitaria vicina di casa, che viene arrestata. La singolarità della vicenda consiste nell’età dei protagonisti che devono considerarsi componenti di una società irrimediabilmente sconquassata. Dove a 32 anni (la figlia) si convive ancora con la madre. A 52 anni si va a scuola e si nutrono ancora amori bellicosi ed a 62  anni non ci si può ancora considerare indenni dalle nefaste conseguenze di tali amori. C’è oltretutto da chiedersi dove fosse andato a finire il “maschio” di casa (solitamente ritenuto un brutale, maschilista, insensibile soverchiatore). Che sia scappato ? (Per paura ?)

Bluewind