Visualizzazione post con etichetta Isabella Ferrari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Isabella Ferrari. Mostra tutti i post

lunedì 26 novembre 2012

Questo è il "nostro" Paese


Questo è il “nostro” Paese

L’affermato regista Paolo Sorrentino, designato – per i Suoi indiscussi meriti – a presiedere la giuria del Festival del Cinema di Torino, non evita di spezzare una lancia, non senza un formale Fair play di circostanza,  (su La Stampa del 26/11 us. Nell’intervista  a cura di Fulvia Caprara) contro il Suo collega Ken Loach, reo di non essere intervenuto alla premiazione del Suo Film “E la chiamano estate” nel quale, tra l’altro, la brava Isabella Ferrari (anch’Essa premiata) ha dato – in tutti i sensi – il meglio di sé. Ma l’anzidetto Regista (Paolo Sorrentino) è evidentemente più propenso a solidarizzare, peraltro magistralmente, con le Vittime dell’Olocausto (con il Suo noto film sulla ignobile vicenda) che, peraltro, conosce solo per sentito dire (essendo nato nel 1970) anziché dare, per così dire, una mano (come ha fatto il Regista Ken Loach) in difesa dei lavoratori del TFF (Torino Film Festival) ingiustamente licenziati. Così vanno le cose. (Auspicabilmente solo da noi. In Italia).

Westwind

domenica 18 novembre 2012

A SENSO UNICO (nunc et semper)


A  senso  unico (nunc  et  semper)

Fischi e schiamazzi (eteroguidati) non hanno impedito alla brava Isabella Ferrari di acquisire il riconoscimento di migliore attrice assegnatoLe dalla giuria del Festival del cinema di Roma per il film “E la chiamano estate” (e per la regia al regista Paolo Franchi). Ma si può anche non tener conto delle anzidette polemiche e dissensi, poiché in gran parte determinati da ragioni che artistiche non sono. Non si tratta di un caso né unico né raro. Ma di un virus che solitamente colpisce tutti coloro che si rifiutano di essere etero diretti e che seguono i propri autonomi convincimenti ( solitamente guidati dalla ragione e dal buon senso). Forse, in tali schiamazzi, può individuarsi anche qualche leggera  traccia dello spirito antimeridionalista, che ogni tanto affiora nel nostro Paese (Le scene del film si svolgono infatti nella zona del Lungomare di Bari, adiacente al Kursal, ed a Fasano).

Bluewind