mercoledì 11 aprile 2012

PRATI DI VIOLE E CEMENTO ARMATO (il "Cile")

Non sulla via di Damasco, ma su altra e – a dir poco – più tranquilla, un autorevole articolista de “La Stampa” di Torino (dell’11/4/011) sembra favorevolmente folgorato dallo spostamento della produzione IKEA dall’Estremo Oriente alla “Padania detrottizzata”. Se questo è vero  (e vero lo è, vista l’autorevolezza della fonte) la notizia non ci fa toccare il cielo con il dito. Secondo l’articolista ci si dava per spacciati. Ed invece…..Pare infatti che nessuno sappia fare i rubinetti come noi. Ed i cassetti della cucina. Ed i giocattoli per i bambini   (a norma rigorosamente EUR) Pur riconoscendo che “ la qualità sanno crearla anche gli altri ed anche la produzione in serie “ ma “la qualità in serie”  osserva l’articolista, “ quella rimane una specialità della casa”. Evviva ! Siamo, come al solito, “ i mejo” !  E non solo come navigatori, poeti e quant’altro…( e per il “quant’altro” pregasi consultare il “palazzo della cività romana”, all’EUR di ROMA).
Il post viene accompagnato da un brano video musicale di successo (del “Cile”). Non lasciatevi sfuggire la parte testuale (tutta) che è un flash realistico della situazione. Specie dove vi si afferma che “qualcosa è sbagliato “ (affermazione del “Cile”). Ma forse quasi tutto. (Secondo WW).

WESTWIND

martedì 10 aprile 2012

GRANDE, GRANDE, GRANDE. (LISZT)




GRANDE, GRANDE, GRANDE…(LISZT)

        (trad del cartello di protesta  Non sono veramente liberi coloro che già ritengono di esserlo” Goethe)

Michele Campanella.  Uno dei pianisti più apprezzati in Italia ed all’estero. Riconosciuto come il maggior interprete e sensibilissimo cultore di Liszt. Ha, meglio di altri,  saputo associare alla  Sua eccezionale dimensione musicale quelle della libertà e dell’umanità, intese come congeniali e necessariamente compartecipi dell’esistenza in vita. L’intervista che accompagna il post   ne è una, anche se non adeguatamente completa, riprova.

“La musica scritta è lettera morta se non la si fa rivivere” M Campanella.
“Quando ci si siede al piano, si è liberi. …La libertà è un dono prezioso che viene dal talento e dalle opportunità della vita. Ma va meritato, conquistato, coltivato….Questa libertà dovrebbe permetterci di provare e di trasmettere amore..E’ una immensa fortuna saper suonare, ci fa sentire felici di essere vivi…Ti accorgi di essere libero ad un livello che in pochissime altre attività umane è concesso sperimentare…..”
M.Campanella.



Westwind

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lunedì 9 aprile 2012

Nulla da dire...


 
NULLA DA DIRE…..

 E’  una MARCIA TRIONFALE superba. La richiesta di inserirla in uno dei miei post era contenuta nel commento (che ho letto solo recentemente) al post MALIA (che contiene un brano video musicale meno trionfalistico).  Anche l’esecuzione (niente affatto “fracassona”) è piuttosto apprezzabile, trattandosi della “Scala”, della quale  si fa,  per così dire, quasi  peccato a non parlarne bene.

Westwind

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domenica 8 aprile 2012

Il principe di Homburg ( Heinrich von Kleist)

A VOLTE SI SOGNA……..
…ma si sogna anche quando si è desti ?
E’ questo un quesito che per “Il principe di Homburg” (l’omonimo dramma di Heinrich  , dal quale è stata tratta  l’opera lirica Der Prinz von Homburg di Hans Werner Henze con testo di Ingeborg Bachmann e l’omonimo film di M. Bellocchio) non è stato ancora risolto. In effetti si tratta di un problema esistenziale ( con riflessi psicanalitici) che riguarda tutti noi. Ed, ontologicamente, la nostra stessa esistenza. Il principe, forse, non era completamente in sè, quando, la notte precedente, gli vennero impartite le direttive per la battaglia del giorno dopo contro gli svedesi. Contravvenendo a tali ordini, lanciò i reparti di cavalleria di cui era al comando anticipatamente rispetto a quanto gli era stato ordinato. E per tale ragione vinse la battaglia e sbaragliò gli svedesi. Ma le leggi (specie quelle militari) sono ferree ed inderogabili. E la sanzione prescritta, per tale suo inadempimento era la pena di morte. Gli venne però offerta la possibilità di aver salva la vita se avesse dichiarato che la condanna era ingiusta. Ma rifiutò tale soluzione. Gli sarebbe sembrato di violare la legge ed il proprio codice d’onore. Sentiva che le leggi vanno rispettate. Anche se, in alcuni casi, ingiuste ed antiumane. La circostanza di non essere in se. Di stare in una situazione di sognante sonnambulismo (sindrome di cui era affetto) non poteva esimerlo dal subire la pena prescritta. E’ quello che gli aveva ricordato lo stesso Grande Elettore, dopo la condanna: “Non è nei sogni che si conquista la gloria !”. Questo gli aveva ricordato il Grande Elettore.  Decide quindi di rinunciare all’opportunità di salvarsi. Forse la conclusione del dramma è anch’essa un sogno. Condotto nel luogo che riteneva fosse quello dell’esecuzione e tolta la benda che gli copriva gli occhi, si accorge che quello è il luogo ove si celebrerà il suo matrimonio con Natalia, la sua amata, ed alla presenza della Corte imperiale al gran completo. L’opera di von Kleist venne elaborata fra il 1809 ed il 1811 e pubblicata postuma solo nel 1820, dopo che l’autore si fu tolto la vita ( nel 1811) assieme alla sua compagna Henriette Vogel, nelle gelide acque del Wannsee, nei pressi di Postdam. Ed è incredibile che la tormentata esistenza di von Kleist, caratterizzata  da una costante rivolta contro gli autoritarismi di ogni specie, abbia avuto letterariamente termine con il “Principe D’Homburg “che è, sostanzialmente una esaltazione dell’autoritarismo e della più assoluta e sovrumana obbedienza agli ordini ricevuti. Il dramma godette di una discreta popolarità nella Germania nazista. E se ne comprendono le ragioni. L’ambiguo finale del dramma vede il Principe di Homburg che non riesce a credere di essere ancora vivo e chiede se si tratti di un sogno. “Un sogno e cos’altro ?” gli  viene risposto.
Resta solo , ontologicamente, da  chiarire se, a volte, anche la nostra vita è un sogno, anche quando siamo desti. La risposta ce la facciamo dare dalla brava cantante italo tedesca Lisa Del Bo, con il brano video musicale Vaya con Dios, mentre naviga su un battello d’epoca sulle splendide acque del mar Baltico.
Westwind
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venerdì 6 aprile 2012

I DUE AMICI


Quel poco (e quel molto)….



Sono due amici. Che si dividono  quel poco (e quel molto) che essi hanno. La foto ritrae una dimensione che non è solitamente congeniale alle presenze  (cosiddette) evolute. Ma che potrebbe essere coerente con quella che dovrebbe essere la dimensione di  queste festività pasquali. Buona Pasqua  a Tutti !

Westwind

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domenica 1 aprile 2012

CAROLINA (fuori dal coro dei "gradisca !")


CAROLINA (fuori dal coro dei “gradisca”)


   
 CAROLINA KOSTNER. Ha superato Se stessa. Dando il massimo. Di Se stessa. Ha, con il Suo exploit, valorizzato l’umanità intera. Mostrando che con l’impegno personale. Con la perseveranza.  Con il sacrificio. Ed anche con l’assenza di sponsorizzazioni e sostegni di qualsivoglia specie si può superare se stessi, rendendo di ciò partecipe implicitamente, ciascuno di noi. In quanto ciascuno di noi, chi più chi meno, potrebbe dare il massimo. Di se stesso. Il suo massimo.. Grazie Carolina !

Westwind