“L’onestà è morta…la falsità dice il vero. E la
verità si fa menzogna….tutti calpestano la legge. …Ciascuno avidamente si
sforza solo di arricchire, poiché la gloria più grande è vantare le proprie
ricchezze…Nessuno rimane fedele a chi lo è con lui, non lo è più Giove con
Giunone, né Didone con Enea… La nave della Chiesa,
squassata dalle onde, fa naufragio…Un tempo fiorivano gli studi, ora annoiano
soltanto; a lungo il sapere è stato importante, ora vale più l’ozio ( se giocoso)…. Gli asini
suonano la lira, i buoi
danzano nelle sale ed i bifolchi sono diventati cavalieri. …. (Dai “Carmina Burana”).
EVVIVA !
Westwind
domenica 19 febbraio 2012
E’ stato tutto un equivoco. (Azzurro)
In
effetti voleva rilanciare giornalie le riviste. Consigliando loro di parlare di
“religione”
Ritenendo di trovarsi in un oratorio. Mentre si trovava ad un festival. Quello
di S.Remo. (Santo …ma non troppo). Con un compenso, evidentemente a Sua
insaputa, a dir poco impensabile. Che, successivamente, ebbe a destinare ad
opere di bene (peraltro non specificamente denominate). Ed allora, anche se è senza
colpa. (E nessuno, apertis verbis,
potrebbe esplicitare il contrario) occorrerebbe comunque che paghi una qualche penitenza.
(come è consuetudine del nostro Paese. Che è tradizionalmente “cattolico” e forse anche “apostolico romano “. Non è così?).
(Allegri amici – se ve ne sono - L’ordine, come è sempre, regna a Varsavia). Ed allora, quale
migliore penitenza se non quella dell’audizione di “Azzurro” di Paolo Conte (non per niente un avvocato. Di quelli veri. Brano interpretato da
un “vero” Adriano Celentano ). (il
post è pubblicato anche su “Lupo rosso” “westwind.blocspot.com”).
Ma
ve ne eravati accorti ? Del rinnovamento.
Di tutto (o quasi). Da qualche tempo
vengono modificati (rectius: rinnovati)
anche i brani della musica leggera .Nel brano l’”Italiano vero”, in una sua parte è stata espurgata
la locuzione “vero”. Prima
esistente. L’esecutore non canta più “Sono
un’italiano vero” ma solo “Sono un’italiano”.
Ciò avviene nelle esecuzioni RAI e forse in quelle di MEDIASET (Non seguo i
suoi programmi). E, forse, questo è solo l’inizio…sperando che ci sia un
seguito (non disdicevole) anche in altri
ambiti. Sembra troppo forte questo mio enunciato ?. In questo casò dirò come
dice ( o meglio come “diceva”) Toto
Cotugno : “Lasciatemi cantare, sono (forse) un’italiano vero”. Ma chi sa se
veramente lo sono !. Speriamo comunque che il “rinnovamento” non si estendaanche “ alla pizza napoletana”.
(Il paese si ribellerebbe) Ovviamente si
potrebbe cambiarne denominazione, tanto per fare qualcosa di nuovo. A
condizione che tutto (specie la ricetta) rimanga come prima. Come prima.
Ma di questo WW ne ha, quasi, la certezza.
CH’ASTAGABINeCEREA ! (Stia bene ed..arrivederci…!)
Lo riconobbe subito. Nella bettola di Malmò. Stava guardando la televisione.
Trasmettevano, da Salisburgo, il “Flauto
magico”. Era di scena lo stupendo brano della “Regina della Notte”. Un brano che coinvolge. Travolge. Che
trasporta in un’altra dimensione. Che fa
estraniare dal proprio io. Quasi con voluttà.
Era ormai giunto al termine della sua
indagine personale. Finalizzata ad individuare un criminale nazista, che aveva
spento la vita ad alcuni suoi amici. Nella zona di Cuneo. Si era rifugiato in
Svezia. A Malmò, ove risiedeva in
una sfarzosa villa, nelle adiacenze della città. Si recò al più vicino comando di polizia,
qualificandosi. Il funzionario ivi addetto, cortesissimo,gli mostrò una cartella, con alcune
fotografie. “Guardi un poco, lo
riconosce ?”. Si, era lui. Non c’erano dubbi. “Bene” gli disse il funzionario “ Lei ha compiuto il suo dovere. Adesso, con calma, mi faccia una
relazione. (Ha tutto il tempo che vuole) . Ed adesso - , come si dice dalle
vostre parti…: Ch’a staga bin…e cerea”
Fatti personaggi e situazioni della vicenda
(in parte desunti dal racconto di M. Soldati “ La fine di Flok”) sono puramente immaginari e non si riferiscono
a situazioni reali….anche se si potrebbe dare il caso
che…
Un
piccolo monaco. Di un monastero di S.Margherita di Savoia. Si recava ogni
pomeriggio sulla spiaggia. Terminate le incombenze che era suo compito
effettuare. Al convento prevalevano i monaci arroganti e superficiali. Danarosi,
per estrazione familiare. Pregavano tutto il giorno. Spesso…addormentandosi
nella preghiera. Il piccolo monaco, invece, sulla spiaggia, ogni volta
ritrovava il suo mondo. La sabbia bianchissima, di consistenza vetrosa, fatta
di minuscoli granelli, gli sembrava simboleggiasse l’infinito. L’eternità. La
luce sembrava provenire da qualsiasi direzione. Non solo dal sole. L’aria.
Mite, tersa ed incontaminata. Il mare, anch’esso apparentemente infinito, di un
azzurro leggero, sbriluccicante alla luce. Questo
era, per il fraticello, il creato. Di cui essere grati. Un giorno la sua
sosta venne scossa da un sordo, lontano frastuono che sembrava essere di una
folta schiera di armati a cavallo. Come a rendergliene conto, un voce, dentro
di lui, suggerì che si trattava dell’armata di Federico II di Svevia, che
accompagnava il sovrano nel suo percorso verso l’Etna. Che di lì in poi,
sarebbe stata la sua ultima dimora.
Era il 13/12/1250. Nella stessa data il
sovrano aveva concluso la sua vita terrena.
E’ questa oltre che (tutta) una leggenda anche un mito. Che l’Etna ovviamente non può
confermare (ma neanche smentire). Ma che, come ogni mito, potrebbe aiutarci a
comprendere meglio la “realtà”. Fù
indubbiamente un caso che, tempo fa, mi sia imbattuto in un albergo, denominato
“Hotel Svevia”, ove ho potuto
fotograficamente riprendere le due immagini che accompagnano questo post. Sono
di due grandi dipinti di un artista, specializzato nelle raffigurazionidi Federico II di Svevia. Ed anch’esso,
attualmente, non più in vita.
Il
sociologo ed economista Max Weber, nella sua monumentale opera “Economia e società”,
sosteneva, che il superamento del
medioevo doveva considerarsi attuato mediante la semplificazione delle procedure amministrative/burocratiche/
istituzionali inerenti la vita della collettività. Siamo sicuri che ciò sia
effettivamente avvenuto o non è vero il contrario ?
Siamo
convinti che l’informatica, costituente un formidabile contributo allo sviluppo
non solo tecnologico, abbia in qualche modo contribuito alla semplificazione e
liberalizzazione delle predette procedure o, piuttosto, non è vero il contrario
?
Siamo sicuri di trovarci in un’epoca veramente
successiva al medioevo o nonnel
medioevo prossimo venturo già da tempo ipotizzato ?
Siamo
proprio convinti che il diritto alla privacy ed
il divieto alle intercettazioni, non tutelino, di fatto, qualcos’altro rispetto
all’idealizzato ed ufficialmente enunciato diritto alla privacy di chi non ha nulla da nascondere ?
C’è
pertanto (e convive con noi) una realtà per così dire mascherata, ove ogni cosa non
è come dovrebbe essere o almeno apparire e le cui finalità risultano, di fatto,
contrastanti o divergenti da quelle palesemente ufficializzate.
Parliamo
di banche.
Erano, secondo una definizione ormai datata, le custodi del risparmio. E’
ancora così ? Sembrerebbe di no, se si pone mente (anche sul piano
internazionale) ai giochetti finanziari dei così detti “derivati” (carta straccia venduta ai
clienti), che hanno messo sul lastrico centinaia di migliaia di risparmiatori.
Chi ormai più si ricorda che la categoria dei loro
promotori, definiti giovani yuppies, furono
idealizzati, lodati, orpellati e trionfalisticamente fatti rivivere come
soggetti di numerosi films. Furono altresì pubblicamente portati ad esempio da
eminenti personaggi politici ed
economici(non faccio nomi…ma potrei
farli) come esempi da imitare perché erano giovani che si erano inventati un lavoro.
A
questo punto potremmo ipotizzare un giochetto, quello dei significati occulti
(ma non troppo).
Attribuiamo
a ciascun termine la definizione opposta o divergente (rispetto alla finalità
che si era ufficialmente enunciata).
Ad
esempio, per quanto riguarda le banche, ipotizziamoche siano esattamente l’opposto della
definizione di “custodi
del risparmio”. (E’ evidentemente un’ipotesi solo teorica, quella
che si potrebbe definire “cattedraticamente” un’ “ipotesi di scuola”).
Analogamente
si potrebbe procedere per tutta la residua terminologia, capovolgendone i
significati ufficiali o facendone divergere le finalità, giustificatrici,
pubblicamente enunciate.
Ecco cheallora i vari significati, contrastanti con quelli ufficiali, risulterebbero
aderenti alla realtà effettiva e non alla virtualità proclamata ufficialmente.
Che
vuol dire tutto ciò, che i significati dei termini normalmente utilizzati per
definire delle fattispecie sociali, economiche ecc. sono oggetto di
travestimento ? E cioè sono delle mascherate ovverosia delle maschere ? Sono tante
le maschere. Nel post ne abbiamo inserita qualcuna, tra le più eleganti (le
banche. Facciamo finta che sia così).
Ce
n’è per tutti i gusti e di tutti i colori. Si può scegliere il colore
preferito, la scelta è libera, questo si. ( E non meravigliamoci se c’è poi la
crisi. Se non si è in grado, almeno al livello di ufficialità, di dire “ pane al pane e vino
al vino”.