lunedì 20 febbraio 2012

L'EDIFICIO E' IN ROVINA

L’EDIFICIO E’ IN ROVINA.
 “L’onestà è morta…la falsità dice il vero. E la verità si fa menzogna….tutti calpestano la legge. …Ciascuno avidamente si sforza solo di arricchire, poiché la gloria più grande è vantare le proprie ricchezze…Nessuno rimane fedele a chi lo è con lui, non lo è più Giove con Giunone, né Didone con Enea… La nave della Chiesa, squassata dalle onde, fa naufragio…Un tempo fiorivano gli studi, ora annoiano soltanto; a lungo il sapere è stato importante, ora vale più l’ozio ( se giocoso)…. Gli asini suonano la lira, i buoi danzano nelle sale  ed i bifolchi sono diventati cavalieri. …. (Dai “Carmina Burana”). EVVIVA !
Westwind 


domenica 19 febbraio 2012


E’ stato tutto un equivoco. (Azzurro)  



In effetti voleva rilanciare  giornali  e le riviste. Consigliando loro di parlare di “religione
Ritenendo di trovarsi in un oratorio. Mentre si trovava ad un festival. Quello di S.Remo. (Santo …ma non troppo). Con un compenso, evidentemente a Sua insaputa, a dir poco impensabile. Che, successivamente, ebbe a destinare ad opere di bene (peraltro non specificamente denominate). Ed allora, anche se è senza colpa. (E nessuno, apertis verbis, potrebbe esplicitare il contrario) occorrerebbe  comunque che paghi una qualche penitenza. (come è consuetudine del nostro Paese. Che è tradizionalmente “cattolico” e forse anche “apostolico romano “. Non è così?). (Allegri amici – se ve ne sono -  L’ordine, come è sempre, regna a Varsavia). Ed allora, quale migliore penitenza se non quella dell’audizione di “Azzurro” di Paolo Conte (non per niente un avvocato. Di quelli veri. Brano interpretato da un “vero” Adriano Celentano ). (il post è pubblicato anche su “Lupo rosso” “westwind.blocspot.com”).

Westwind 




sabato 18 febbraio 2012

TUTTO SI RINNOVA (perchè rimanga come prima)

TUTTO SI RINNOVA (perché rimanga come prima)  
Ma ve ne eravati accorti ? Del rinnovamento. Di tutto (o quasi). Da qualche tempo vengono modificati (rectius: rinnovati) anche i brani della musica leggera .Nel brano l’”Italiano vero”, in una sua parte è stata  espurgata la locuzione “vero”. Prima esistente. L’esecutore non canta più “Sono un’italiano vero” ma solo “Sono un’italiano”. Ciò avviene nelle esecuzioni RAI e forse in quelle di MEDIASET (Non seguo i suoi programmi). E, forse, questo è solo l’inizio…sperando che ci sia un seguito (non disdicevole)  anche in altri ambiti. Sembra troppo forte questo mio enunciato ?. In questo casò dirò come dice ( o meglio come “diceva”) Toto Cotugno : “Lasciatemi cantare, sono (forse) un’italiano vero”. Ma chi sa se veramente lo sono !. Speriamo comunque che il “rinnovamento” non si estenda  anche “ alla pizza napoletana”.  (Il paese si ribellerebbe) Ovviamente si potrebbe cambiarne denominazione, tanto per fare qualcosa di nuovo. A condizione che tutto (specie la ricetta) rimanga come prima. Come prima.  Ma di questo WW ne ha, quasi, la certezza.

Westwind 







martedì 14 febbraio 2012

Il giorno sconosciuto.

Lo sai che è per TE

Ch'a staga bin...e cerea


CH’A  STAGA  BIN  e  CEREA ! (Stia bene ed..arrivederci…!)

Lo riconobbe subito. Nella bettola di Malmò. Stava guardando la televisione. Trasmettevano, da Salisburgo, il “Flauto magico”. Era di scena lo stupendo brano della “Regina della Notte”. Un brano che coinvolge. Travolge. Che trasporta  in un’altra dimensione. Che fa estraniare dal proprio io. Quasi con voluttà.

Era ormai giunto al termine della sua indagine personale. Finalizzata ad individuare un criminale nazista, che aveva spento la vita ad alcuni suoi amici. Nella zona di Cuneo. Si era rifugiato in Svezia. A Malmò, ove risiedeva in una sfarzosa villa, nelle adiacenze della città.  Si recò al più vicino comando di polizia, qualificandosi. Il funzionario ivi addetto, cortesissimo,  gli mostrò una cartella, con alcune fotografie. “Guardi un poco, lo riconosce ?”. Si, era lui. Non c’erano dubbi. “Bene” gli disse il funzionario “ Lei ha compiuto il suo dovere. Adesso, con calma, mi faccia una relazione. (Ha tutto il tempo che vuole) . Ed adesso - , come si dice dalle vostre parti…: Ch’a staga bin…e cerea

Fatti personaggi e situazioni della vicenda (in parte desunti dal racconto di M. Soldati “ La fine di Flok”) sono puramente immaginari e non si riferiscono a situazioni reali….anche se si potrebbe dare il caso che…

Westwind

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domenica 12 febbraio 2012

INCONTRI....CASUALI



INCONTRI…CASUALI

Un piccolo monaco. Di un monastero di S.Margherita di Savoia. Si recava ogni pomeriggio sulla spiaggia. Terminate le incombenze che era suo compito effettuare. Al convento prevalevano i monaci arroganti e superficiali. Danarosi, per estrazione familiare. Pregavano tutto il giorno. Spesso…addormentandosi nella preghiera. Il piccolo monaco, invece, sulla spiaggia, ogni volta ritrovava il suo mondo. La sabbia bianchissima, di consistenza vetrosa, fatta di minuscoli granelli, gli sembrava simboleggiasse l’infinito. L’eternità. La luce sembrava provenire da qualsiasi direzione. Non solo dal sole. L’aria. Mite, tersa ed incontaminata. Il mare, anch’esso apparentemente infinito, di un azzurro leggero, sbriluccicante alla luce. Questo era, per il fraticello, il creato. Di cui essere grati. Un giorno la sua sosta venne scossa da un sordo, lontano frastuono che sembrava essere di una folta schiera di armati a cavallo. Come a rendergliene conto, un voce, dentro di lui, suggerì che si trattava dell’armata di Federico II di Svevia, che accompagnava il sovrano nel suo percorso verso l’Etna. Che di lì in poi, sarebbe stata la sua ultima dimora.

Era il 13/12/1250. Nella stessa data il sovrano aveva concluso la sua vita terrena.
E’ questa oltre che (tutta) una leggenda anche un mito. Che l’Etna ovviamente non può confermare (ma neanche smentire). Ma che, come ogni mito, potrebbe aiutarci a comprendere meglio la “realtà”. Fù indubbiamente un caso che, tempo fa, mi sia imbattuto in un albergo, denominato “Hotel Svevia”, ove ho potuto fotograficamente riprendere le due immagini che accompagnano questo post. Sono di due grandi dipinti di un artista, specializzato nelle raffigurazioni  di Federico II di Svevia. Ed anch’esso, attualmente, non più in vita.

Westwind

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sabato 11 febbraio 2012

REGINA DELLA NOTTE (E non solo...)

Masquerade (Sotto mentite spoglie)
 Il sociologo ed economista Max Weber, nella sua monumentale opera “Economia e società”, sosteneva,  che il superamento del medioevo doveva considerarsi attuato mediante la  semplificazione delle procedure amministrative/burocratiche/ istituzionali inerenti la vita della collettività. Siamo sicuri che ciò sia effettivamente avvenuto o non è vero il contrario ?
Siamo convinti che l’informatica, costituente un formidabile contributo allo sviluppo non solo tecnologico, abbia in qualche modo contribuito alla semplificazione e liberalizzazione delle predette procedure o, piuttosto, non è vero il contrario ?
 Siamo sicuri di trovarci in un’epoca veramente successiva al medioevo o non  nel medioevo prossimo venturo già da tempo ipotizzato ?
Siamo proprio convinti che il diritto alla privacy ed il divieto alle intercettazioni, non tutelino, di fatto, qualcos’altro rispetto all’idealizzato ed ufficialmente enunciato diritto alla privacy di chi non ha nulla da nascondere ?
C’è pertanto (e convive con noi) una realtà per così dire mascherata, ove ogni cosa non è come dovrebbe essere o almeno apparire e le cui finalità risultano, di fatto, contrastanti o divergenti da quelle palesemente ufficializzate.
Parliamo di banche. Erano, secondo una definizione ormai datata, le custodi del risparmio. E’ ancora così ? Sembrerebbe di no, se si pone mente (anche sul piano internazionale) ai giochetti finanziari dei così detti “derivati” (carta straccia venduta ai clienti), che hanno messo sul lastrico centinaia di migliaia di risparmiatori.
 Chi ormai più  si ricorda che la categoria dei loro promotori, definiti giovani yuppies, furono idealizzati, lodati, orpellati e trionfalisticamente fatti rivivere come soggetti di numerosi films. Furono altresì pubblicamente portati ad esempio da eminenti personaggi  politici ed economici  (non faccio nomi…ma potrei farli) come esempi da imitare perché erano giovani che si erano inventati un lavoro.
A questo punto potremmo ipotizzare un giochetto, quello dei significati occulti (ma non troppo).
Attribuiamo a ciascun termine la definizione opposta o divergente (rispetto alla finalità che si era ufficialmente enunciata).
Ad esempio, per quanto riguarda le banche, ipotizziamo  che siano esattamente l’opposto della definizione di “custodi del risparmio”. (E’ evidentemente un’ipotesi solo teorica, quella che si potrebbe definire “cattedraticamente” un’ “ipotesi di scuola”).
Analogamente si potrebbe procedere per tutta la residua terminologia, capovolgendone i significati ufficiali o facendone divergere le finalità, giustificatrici, pubblicamente enunciate.
 Ecco che  allora i vari significati, contrastanti con quelli ufficiali, risulterebbero aderenti alla realtà effettiva e non alla virtualità proclamata ufficialmente.
Che vuol dire tutto ciò, che i significati dei termini normalmente utilizzati per definire delle fattispecie sociali, economiche ecc. sono oggetto di travestimento ? E cioè sono delle mascherate ovverosia delle maschere ? Sono tante le maschere. Nel post ne abbiamo inserita qualcuna, tra le più eleganti (le banche. Facciamo finta che sia così).
Ce n’è per tutti i gusti e di tutti i colori. Si può scegliere il colore preferito, la scelta è libera, questo si. ( E non meravigliamoci se c’è poi la crisi. Se non si è in grado, almeno al livello di ufficialità, di dire “ pane al pane e vino al vino”.

                                                                         WESTWIND