venerdì 9 dicembre 2011


SPREAD (Uber alles ?)

L’adozione della lingua tedesca nel titolo del post è del tutto intenzionale. Su come si formi lo spread nessuno dice nulla.( Si tratta sostanzialmente di un nuovo catechismo, europeo). E’ in realtà una statistica. (a suo confronto, la statistica dei Polli di Trilussa poteva definirsi corretta, quando ai dati di fatto- i polli- sui quali si basava. Ma su quali dati di fatto si basa lo spread? Su un coacervo di indicazioni delle banche. Cioè sugli enti che hanno determinato la crisi. Sono dati non certo impermeabili ad inframettenze e manipolazioni esterne. E che consentono di controllare, per così dire, la situazione. In modo molto incisivo. Una volta per raggiungere questo obiettivo si guerreggiava. Troppo rumore. Troppa platealità.  Adesso la situazione si è fatta più asettica. E remunerativa per alcuni settori, che la egemonizzano. Con il silenzioso beneplacito della pubblica opinione. Cioè del coro normalmente belante. Allineato e (come crede) coperto. C’è solo da chiedersi dove è andata a finire quella che era l’Europa dei suoi fondatori.  Ed allora non rimane che ad inneggiare alla Gran Bretagna ! Aveva visto giusto (sin dall’inizio) Lo stesso post con un brano video musicale si trova su Westwind 04.blogspot.com.

Bluewind 

martedì 6 dicembre 2011

FINO A PROVA CONTRARIA

FINO A PROVA CONTRARIA





Si pagava gli studi lavorando. Svolgendo compiti di manovalanza. E di assistenza agli studenti del Trinity College di Cambridge.  Ai quali puliva le scarpe, metteva in ordine le camerate, rifaceva i letti…e quant’altro. Ma, esauriti i suoi compiti tornava nella sua stanzetta. Ove, mentalmente, navigava beato nello spazio. E questo era il suo svago. Per ore, saltando, a volte, persino i pasti. Per poter continuare a dialogare con i corpi celesti. Nell’immensità dei cieli. Ed in tal modo, con le sue intuizioni spaziali, riuscì ad integrare quelle di Copernico e Galilei. Sul girovagare dei pianeti attorno ad altri pianeti e, tutti insieme, attorno al sole. Il mistero dei loro movimenti era la forza gravitazionale. Quella che fa attrarre il pianeta più leggero a quello più pesante. In meravigliose orbite ellittiche. Per l’eternità. Questa era la spiegazione. L’attrazione. Che la scienza ufficiale dell’epoca rifiutava di ammettere. Ritenendola una caratteristica propria solo degli esseri umani. E non anche dei corpi celesti. Che invece reciprocamente si attraggono. Nello spazio infinito. In moto circolare (ellittico). Che, a differenza di quello rettilineo, all’epoca si considerava il moto perfetto. Eterno. Poiché non giunge mai a destinazione. Non avendone alcuna. Non avendo, il suo modo d’essere, alcun punto di partenza o d’arrivo. Ed essendo altresì soggetto a strane regole. Che appaiono persino in contrasto con quelle dell’ambito terrestre.  ( Cioè nell’ambito di ciò che si tocca. Si sente. E che sembra esistere realmente nel modo e nella forma in cui lo si vede, lo si sente, lo si tocca. Ma che in realtà fa parte di una apparente realtà che esiste solo nella dimensione consentitaci dalle capacità sensoriali poste a nostra disposizione. E che non esclude affatto l’esistenza di ciò che non si vede, non si tocca e non si sente) In realtà ambedue le concezioni teoriche, anche se apparentemente in contrasto reciproco, convivono e fanno parte della fisica della relatività, e cioè risultano inglobate, come dimostrato da Einstein e da altri ancora, in una fisica più ampia, omnicomprensiva. Che abbraccia ambedue le realtà. Quella della terra e quella del cielo. Come, in contrasto con la scienza ufficiale del suo tempo, e con gli scarsi o inesistenti mezzi a sua disposizione, ha intuito il bravo Newton. Non per nulla il grande poeta Alexander P, in un poemetto dedicato a Costui, disse: “God said: let Newton  be and all was light“= Dio disse: che Newton ed allora tutto fu chiaro”. Pirandello avrebbe a sua volta commentato: “Così parla la verità. Così è se vi pare” E la scienza moderna avrebbe aggiunto “Fino a prova del contrario”.

Bluewind 






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domenica 4 dicembre 2011

Non ci resta che piangere


Non ci resta che piangere



BW non desidera entrare nel merito dei provvedimenti delle lacrime. Solo che dal messaggio di presentazione fattone dal Premier ( nel quale è contenuta una velata e garbata critica ai governi precedenti) ha fatto intendere che, probabilmente, si tratterebbe solo di un anticipo di quelli che verranno in seguito. Ed allora asciughiamoci le lacrime. C’è ancora tempo per piangere. (Speriamo  solo che….il futuro non venga presto !)
Bluewind 

Il GRANDE BORDELLO


Il GRANDE  BORDELLO  (in controluce)

“Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario, lei mi crede il pianista di un bordello”.

Dietro l’apparente scherzosità della frase, che è sicuramente paradossale, si cela  un significato che si rivela solo se ne viene effettuata una rilettura che decripti aforisticamente il suo contenuto reale.  Che cioè tutti i viventi  sono pianisti di qualche cosa. In un mondo, che visto ciò che accade, è non può non definirsi un grande bordello. Nel quale a ciascuno viene assegnata una parte, che, più o meno dignitosamente, viene interpretata. ( A volte con amarezza) Nell’ambito letterario, mercantile, delle arti e mestieri e così via… (intelligenti pauca). Tale frase apparentemente paradossale ha consentito al Suo autore di avere uno strepitoso successo nell’ambito del marketing pubblicitario. Perché rivela subliminalmente ciò che se fosse stato detto  apertis verbis non sarebbe stato comunemente accettato. Ed è forse questa la ragione del suo successo. (Ovviamente questa è solo una ipotesi, tra le tante possibili).
La frase, divenuta un cult per chi si occupa di slogans, è di Jacques Séguéla. Il guru del marketing. Colui che ha, secondo i più, sostanzialmente contribuito a far vincere nel 1981 le elezioni a Francois Mitterrand. L’immagine è quella del “Sacco di Roma” nella ricostruzione pittorica di Joseph Noel Sylvestre. Il brano video musicale che accompagna il post “Italiani brava gente” ha tutta la mia condivisione.
Bluewind


sabato 3 dicembre 2011

SI FA MA NON SI DICE (Quid nunc ?)

Si fa e non si dice. (Quid nunc ? trad: Ed ora ?)



Secondo Keines “il consumo” (anche quello ad utilizzazione immediata e velleitaria) “è l’unico scopo di tutta l’attività economica”. Il risparmio è out ed il consumo è in . La conseguenza è che il consumo va favorito anche con redditi non adeguati. La produzione va incrementata anche se non v’è domanda. Questa in seguito verrà. Ben venga quindi il deficit spending dello stato, il passivo di bilancio, la stampa di carta moneta, i mutui senza garanzie. In quest’ultimo caso non v’è alcun problema per le banche. Poiché( l’astratto) diritto di credito nei confronti di chi ha contratto il mutuo viene trasformato in bonds e questi ultimi vengono ceduti ai privati, anche se a volte si tratta di carta straccia.  Ai correntisti di depositi bancari non viene attribuito alcun interesse per incoraggiarli ad investire il loro risparmio in tale forma illusoria di investimento (bonds ed affini). Queste in sostanza sono, più o meno distorte, le teorie di Keines, applicate molto di buon grado dagli stati europei nel corso degli ultimi 60 anni. Contribuendo a fare arricchire ulteriormente molti “innominati” dei poteri forti. E queste sono sostanzialmente le vere ragioni della crisi. Sulle quali, sembra a BW, non sia stata fatta adeguata chiarezza. Evidentemente e presumibilmente al fine di proseguire sulla stessa strada. Basata sulla contestazione del principio, di un elementare buon senso, secondo il quale dal nulla non si crea altro che il nulla.  E ciò costituisce la riprova che non esiste una economia creativa ma solo….qualcos’altro.







WESTWIND 






venerdì 2 dicembre 2011

Previsioni elettorali

Previsioni elettorali



Queste previsioni sulle elezioni della Duma russa del 4/12/011 sono tratte da un quotidiano nazionale (Repubblica) del 1/12/2011. (I riferimenti tra virgolette sono quelli del testo giornalistico, senza alcuna modificazione o manipolazione di sorta).
Lo scontento della pubblica opinione per il premier Putin, che è solito spostarsi da un punto all’altro della città (Mosca) in auto accompagnato dalla sua scorta (con conseguenti ingorghi del traffico), sarebbe palese ed evidenziato “dai clacson impazziti” e dai “volti arrabbiati” degli automobilisti. Ma, secondo l’articolista, il “partito di Putin” vincerà lo stesso.. Nonostante “il clamoroso calo di consensi” Ed i fischi “piovuti dalla tribuna” dello stadio Olimpiskij . Nonostante  la “manifestazione ”organizzata a suo tempo da movimenti di opposizione che si prevedeva sarebbe stata “una delle solite  manifestazioni xenofobe e di giovani neo nazisti dalle teste rasate e di fanatici religiosi, costantemente intenti a maledire l’invasione di lavoratori stranieri”..Nonostante che il noto blogger Aleksej Navalnyij abbia da tempo denunciato “la corruzione dilagante….i privilegi…la classe media, sempre più vicina alla soglia di povertà”. E nonostante l’opposizione di Ghennadj a suo tempo accanito oppositore della perestrojka di Gorbaciov, costretto, con il suo piccolo partito, a cavalcare l’onda  del montante sentimento popolare contro gli immigrati delle repubbliche ex sovietiche”. Sempre secondo tale editorialista, vi saranno brogli. Vi saranno sicuramente e comunque brogli. Ma perché dovrebbero esserci se, come si afferma in altra parte dell’articolo, l’opposizione a Putin sarebbe divisa e inconsistente. Composta da frange minoritarie, estremiste, insicure e non eterogenee ?
A questo punto si potrebbero  proporre due quesiti. C’è democrazia in Russia ? E perché dovrebbero esserci necessariamente brogli se  per Putin il successo è assicurato ?  Vedremo come andrà a finire.



Bluewind 






domenica 27 novembre 2011

AVANTI TUTTA .....!

AVANTI TUTTA….….
 Si dà il caso che la situazione sia drammatica. E che affermarlo sia sicuramente una ovvietà. Poiché tutti se ne sono accorti.
Anche gli operai di Termini Imerese. Anche i risparmiatori, per i quali, avendo voluto e potuto risparmiare, sta per abbattersi una scudisciata fiscale, con l’Imu, l’Ici e la patrimoniale.L’Europa è a pezzi. Si è di fatto ripristinata la duplicità, autrice, nel passato, di contrasti non proprio pacifici tra i due paesi, coinvolgendone anche gli altri.
Si teme che l’eventuale disfacimento dell’Euro determinerebbe una svalutazione del 30% o 40% con sensibili conseguenze negative sulle retribuzioni. Ma per le esportazioni sarebbe il boom. E non è quello che in fondo si voleva? Di aumentare le competitività  aziendali ed addomesticare le retribuzioni ? Obiettivo raggiunto, dunque.
E per festeggiare l’evento al Teatro dell’Opera di Roma sarà rappresentato il Macbeth di Verdi. Con la direzione di R.Muti e la regia dell’austriaco P. Stein. In sostanza il non ritenere di desistere da tale evento artistico consente di contrapporre allo spread finanziario, che avrebbe soprattutto una motivazioni psicologiche, uno spread artistico anch’esso di natura psicologica. Che consentirebbe di inviare, anche all’esterno, un segnale di equilibrio, di assoluta tranquillità e sicurezza. E poi  -  come si suol dire in questi casi  - 
lo spettacolo deve continuare “.Ben fatto allora ! (Sul blog di Splinder  BW dirà qualcos’altro sullo spettacolo del Macbeth. Di non altrettanto ovvio. (E  che  avrà attinenza solo con l’arte)

Bluewind